Una Vacanza fuori dal comune: cavalcata nella steppa Mongola

10 maggio 2012

cavallo mongolia

Probabilmente la Mongolia appartiene alla cerchia di mete che difficilmente, una persona normale, sceglie per le sue ferie. Solo il fatto di essere il paese più grande non confinante col mare farà storcere il naso a milioni di italiani abituati a “friggere” sul bagnasciuga. Anche numeri parlano da soli: 3 milioni di abitanti per una superficie pari a cinque volte l’Italia, un escursione termica tra giorno e notte di 20 gradi ed un paesaggio che alterna steppa e deserto.

Tutto insomma lascia intendere ad una vacanza fuori dai classici canoni che richiede spirito di avventura e adattamento ma che vi ripagherà con paesaggi e atmosfere uniche difficilmente riscontrabili altrove.

La Mongolia (Монгол улс) è uno stato dell’Asia centrale e confina a nord con la Russia e a sud con la Cina, e, anche se non condivide un confine con il Kazakistan, il suo punto più occidentale dista solo 38 km dalla punta orientale di quest’ultimo. Ulan Bator è la capitale e la città più grande, dove risiede circa il 38% della popolazione. Il sistema politico della Mongolia è una repubblica parlamentare. Tendenzialmente Il paese contiene pochissima terra coltivabile, ha un clima freddo e gran parte della sua zona è coperta da steppe, con le montagne a nord e ad ovest e il deserto del Gobi a sud. Circa il 30% della popolazione è composta danomadi dediti prevalentemente all’allevamento. La religione predominante in Mongolia è il buddismo tibetano, e la maggioranza dei cittadini dello Stato sono di etnia mongola. [da Wikipedia]

Ulan Bator, la capitale conta un milione di abitanti e considerando la popolazione totale, capirete che le uniche altre 2 città contano solo poche migliaia di abitanti e non sono certamente metropoli tentacolari e megalopoli all’ultima moda. Ulan Bator con le sue brutte costruzioni del periodo comunista sembra più una città di periferia Russa che una vera capitale. La città ha comunque il suo fascino, i meravigliosi templi buddisti popolati da monaci dalle tonache rosso fuoco testimoniano riti e credenze lontane dalle nostre (per non parlare dello sciamanismo visibile grazie a strani totem disseminati per la steppa). I numerosi musei invece racchiudono splendide reliquie del passato, in particolare alcuni fossili di dinosauro menzionati in ogni libro di paleontologia.

Lo shopping merita un capitolo a parte poiché si può trovare di tutto a prezzi convenienti  e, dato che in città non c’è moltissimo da fare. Se vorrete avventurarvi in Mongolia vi consigliamo vivamente di partire con una valigia semivuota visto i tanti acquisti che difficilmente non farete comprando, per curiosità o ricordo, i più strani e inspiegabili oggetti. Acquisti immancabili sicuramente il tipico vestito mongolo e i prodotti di cashmere di ottima fattura e molto economici rispetto ai prezzi europei.

Non dedicate alla città più di 5 o 6 giorni, non andrete certo li per lei, percorrete qualche centinaio di chilometri (si consigliano i tour operator locali) e immergetevi nella vera vita nomade di questo meraviglioso popolo.

I tour operator suggeriscono vari programmi più o meno intensi ma visto che avete fatto tutta questa strada, meglio cimentarsi con qualcosa di memorabile: 30-40 chilometri al giorno sul dorso di un cavallo, niente bagni, dormire sotto una tenda e ovviamente zero comfort. Non spaventatevi, già dalla prima cavalcata che spettina i capelli, a ridosso di verdi colline con al tramonto un sole rosa che lentamente scompare dietro le montagne si capisce che anche tutti gli agi di una vita cittadina non sono paragonabili rispetto ad un’esperienza di immersione completa nella natura selvaggia. I mongoli questa lezione di vita la conoscono bene ed + frutto di millenni di esperienza. La parte prevalente della popolazione infatti vive allevando  bestiame nei monti dormendo nelle Ger, tipiche tende mongola che possono essere facilmente spostate in luoghi diversi e più favorevoli alla pastorizia.

I tour, solitamente divisi in gruppi non numerosi, vi proporranno di trottare molto i primi giorni è sarà veramente distruttivo per le vostre gambe e il vostro sedere, ma preferiscono non far galoppare inizialmente perché i cavalli non sono sufficientemente stanchi e quindi tentano di scappare! Tranquilli, la guide sono molto preparate al recupero dei cavalli in fuga ma allo stesso tempo sono cavalli che si fermano con non troppa difficoltà.

Le vostre giornate saranno scandite da lunghe cavalcate immersi in splendidi panorami di montagna (il paesaggio mongolo non è solo il deserto del Gobi).

In questo paradiso si riesce veramente a staccare la spina e difficilmente si sente il bisogno di andare su internet o di utilizzare un cellulare, farete insomma un’ottima disintossicazione dalla vita moderna. Avete sete? Basta recarsi ad un ruscello di montagna con acqua pulitissima; per i pasti non sarete abbandonati ci sarà sempre un fuoristrada che vi aspetterà nelle varie tappe trasportando i viveri e facendovi trovare la sera sempre un pasto caldo (tuttavia grazie ai numerosi ruscelli sarà possibile anche pescare; si narra di memorabili grigliate di trote). La libertà è massima e se si vuole  raggiungere una determinata zona panoramica a cavallo è possibile andarci senza particolari problemi.

La spiccata continentalità del clima farà scendere le temperatura notturna a 10 gradi, scotto da pagare per assistere allo spettacolo che le stelle preparano ogni sera in un cielo libero dalle luci cittadine; non ci sarà da stupirsi nel vedere una stella cadente ogni 30 secondi. Non voglio ripetermi assicurandovi che sarà un’esperienza unica, forse non adatta a tutti, ma chi possiede un buona capacità di adattamento e un briciolo di spirito avventuriero non potrà non provare a tornarci una seconda volta.

Consigli utili: portatevi un equipaggiamento da cavallo comodo, soprattutto per quanto riguarda le calzature! Non dimenticate un vestiario pesante per la notte, l’escursione termica è pazzesca e meglio avere caldo che freddo; l’acqua infatti non manca, il termosifone invece si.

Portatevi salviette umidificate in quantità industriali; saranno poche, se ci saranno, le occasioni per lavarsi. A noi è capitato un unico, rigenerante, bagno nel fiume gelato. Prendetela con filosofia, tornerete a casa con un fisico statuario! Tra la ginnastica a cavallo e i bagni gelati… insomma, lo spero per voi.. per noi non è stata proprio così, ma ci abbiamo creduto fino in fondo!

Oltre a quanto detto, portate un antizanzare. Ci sono una miriade di insetti con cui imparerete a convivere. Gli unici a con cui è più faticoso abituarsi sono i tafani, ma con un buon antizanzara ce la fate a ripararvi anche da loro. Poi dipenderà dalla stagione.

In ogni caso, arrivati alla destinazione fissata per la notte o per la pausa pranzo, esiste un rimedio tuto mongolo per evitare le punture di insetto. Nulla di moderno, il classico consiglio della nonna che risulta davvero efficace: bruciare cacca di mucca secca. Che ci crediate o no funziona e quindi accorderete anche ad andare a cercarla e raccoglierla con le vostre mani! Credetemi, sarete disposti a fare cose che non credevate avreste mai fatto prima!

Un viaggio unico, fuori dal comune, che non avreste mai pensato, sicuramente impegnativo e doloroso nei primi giorni. Un’esperienza indimenticabile che vi riempirà il cuore, i polmoni e vi farà dimenticare, purtroppo per poco tempo, la vita moderna, lo stress da suoneria e la luce della notte. Tutto sarà lento, leggero come un soffio di vento, silenzioso come un ruscello nelle montagne e buio come la notte vera che in molti non hanno mai visto.