Ryanair potrebbe lasciare l’aeroporto di Alghero

22 maggio 2012

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La compagnia aerea low cost Ryanair dichiara di voler abbandonare l’aeroporto di Alghero se la Commissione Europea continuerà a parlare di aiuti di Stato che sarebbero andati a favorire gli accordi sull’aeroporto. Come ricordiamo lo scalo porta un traffico di circa 1 milione di passeggeri all’anno e, se da una parte i 22 milioni di viaggiatori l’anno sono un vanto per la compagnia aerea, è altrettanto vero che, i voli low cost alimentano una mercato “particolare”. Ma in tempo di crisi si sa, qualunque modo per risparmiare è ben accetto.

Secondo i vertici del vettore low cost, all’orizzonte ci saranno dannose riduzioni nel traffico, nel turismo e nell’occupazione ad Alghero e in Sardegna, se le regole del MEIP (Market Investor Principle) non saranno applicate. Il comunicato dice che: mentre la Commissione Europea continua a sprecare milioni di Euro investigando sugli accordi di crescita aeroportuale low cost, che rispettano le norme europee sulla concorrenza, prosegue anche nel non avanzare nessuna richiesta di rimborso degli aiuti di Stato illegali concessi alle compagnie di bandiera, incluse Air France, Malev, Olympic e Spanair, che ammontavano a svariati miliardi di Euro.

Il comunicato prosegue dicendo che: la sentenza della Commissione Europea, secondo cui l’accordo low cost di Ryanair con l’aeroporto di Bruxelles Charleroi (che rispetta le regole del MEIP) fosse un Aiuto di Stato illegale, è stata rigettata dalla Corte Europea con la sentenza del dicembre 2008.

Michael Cawley, vice amministratore delegato di Ryanair, avrebbe commentato la questione dicendo:

Il fatto che la Commissione Europea abbia aumentato a 18 il numero di indagini sugli accordi di crescita aeroportuale di Ryanair da quando ha perso la causa Charleroi nel 2008, è la prova evidente della vendetta che la Direzione Generale per la Concorrenza e la Commissione Europea hanno in atto contro Ryanair, gli aeroporti low cost e la loro continua crescita e successo. Invece di promuovere la crescita della concorrenza della possibilità di scelta e di una migliore offerta per i consumatori negli aeroporti secondari e regionali, la Commissione preferirebbe chiudere questi aeroporti o far aumentare le tariffe aeree per i passeggeri, indipendentemente dal danno arrecato alla concorrenza, all’efficienza intra-UE o alla creazione di posti di lavoro nelle regioni d’Europa.

Staremo a vedere quindi come la situazione si evolverà.