Ad Anzola Emilia apre il primo Museo del Gelato

28 settembre 2012

Ad Anzola Emilia apre il primo museo del gelato

Chiudiamo questo ultimo venerdì del mese di settembre con una nota dolce, anzi dolcissima, visto che vi parleremo nientepopodimeno che del primo museo dedicato interamente ad una delle specialità italiane che tutto il mondo ci invidia, il gelato!

Inaugurato ieri, il Museo del Gelato sorge ad Anzola Emilia, nei pressi di Bologna ed è nato per iniziativa della Carpigiani, colosso del settore.

Sono circa 450, i metri quadrati di spazio utilizzati per narrare la storia della prelibata preparazione, i cui primordi vengono fatti risalire addirittura al 1700 a.C., quando, in Mesopotamia, si trova menzione di neve utilizzata per raffreddare le bibite.

Nel Medio Evo, in seguito, Caterina de’ Medici e Cosimo Ruggieri, celebre alchimista e astrologo, portano il Rinascimento fiorentino a Parigi e, forse, anche il sorbetto. All’architetto Bernardo Buontalenti viene attribuito il gelato alla crema d’uovo, ma sono Francesco Redi con Lorenzo Magalotti a cantarne le lodi e a descriverne gli ingredienti. Francesco Procopio Cutò, detto François Procope des Couteaux, vende il sorbetto nel suo “café” agli intellettuali parigini. Il medico napoletano Filippo Baldini scrive che il sorbetto fa bene alla salute e anche all’umore.

E’ però nel 1800 e, ancora di più, nel 1900, che cambiano i costumi, cambiano le mode e il gelato non può mancare, insieme al sorbetto, nei menu di pranzi e cene importanti.
Nei ricettari di alta gastronomia, compaiono straordinarie proposte di sorbetti, gelati, pezzi duri e creme ghiacciate (Carême, 1815). Con l’invenzione del ghiaccio artificiale, il gelato scende per le strade con i carrettini degli ambulanti alla ricerca di nuovi consumatori. Inizia una nuova era: una potente schiera di gelatieri zoldani, cadorini e friulani porta il gelato in ogni parte del mondo.

Dopo la II Guerra Mondiale, un italiano inventa il cono per facilitare il consumo del gelato per le strade. Intanto, le gelaterie si strutturano e prendono forma autonoma; in Italia viene scritto il Manuale di gelateria (pura). La scienza e la tecnologia al servizio dei gelatieri portano innovazioni nei laboratori: dalla Motogelatiera automatica ai più sofisticati mantecatori del dopoguerra. I consumi del gelato si moltiplicano, nasce anche in Italia l’industria dell’Ice-cream. I gelatieri artigiani rischiano di sparire, ma l’unità della categoria e della filiera, e l’aggiornamento professionale fanno fare un salto di qualità ai professionisti. Nei laboratori si buttano via pentole e fornelli: il pastorizzatore, un nuovo rivoluzionario macchinario, garantisce la salubrità del gelato. Ogni anno la tecnologia al servizio dei gelatieri artigiani presenta novità che rendono più sicuro e igienico il gelato, e meno faticoso il lavoro del gelatiere consentendogli di liberare la creatività. Il gelato esce dal buio dei pozzetti e viene esposto nelle vetrine. Nascono le fiere di settore e il gelato diventa “scienza”.

E si tratta di una scienza, permetteci di dirlo, che vale veramente la pena di “assaporare” nella sua interezza. Per maggiori informazioni, il sito del museo è raggiungibile all’indirizzo gelatomuseum.org.